

141. La rivoluzione culturale.

Da:  Partito comunista cinese, in G. Blumir, La rivoluzione
culturale cinese, Feltrinelli, Milano, 1969.

L'8 agosto del 1966 il comitato centrale del partito comunista
cinese vot un documento che rappresenta il manifesto ideologico
della rivoluzione culturale, del quale qui riproduciamo alcuni
passi. In esso erano esposti i criteri e i modi da seguire per
raggiungere l'obiettivo fondamentale, ossia il consolidamento e lo
sviluppo del regime socialista. Assolutamente necessaria era
considerata la rimozione della mentalit borghese, diffusa
specialmente nell'apparato burocratico, nell'esercito e nelle
istituzioni scolastiche; a tale scopo si chiamavano alla
mobilitazione gli operai, i contadini,  i soldati, gli
intellettuali rivoluzionari e in modo particolare gli studenti,
perch si impegnassero in una vasta e decisa opera di propaganda.


1. UNA NUOVA FASE DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA.
[...]
La borghesia, bench sia gi stata rovesciata, tenta attraverso le
vecchie idee, la cultura, i costumi e le abitudini delle classi
sfruttatrici di corrompere le masse e conquistarne il cuore per
raggiungere i propri obiettivi di restaurazione. Il proletariato
deve fare al contrario: rispondere a ogni sfida lanciata dalla
borghesia nel campo ideologico e trasformare la fisionomia morale
di tutta la societ con le idee, la cultura, i costumi e le
abitudini nuovi, che sono propri del proletariato. Attualmente i
nostri obiettivi sono: combattere e schiacciare coloro che hanno
posizioni di potere, ma hanno preso la via capitalistica,
criticare le autorit accademiche reazionarie, le forme di
coscienza della borghesia e di tutte le altre classi sfruttatrici,
e riformare l'educazione, la letteratura, l'arte e tutte le altre
branche della sovrastruttura che non corrispondono alla base
economica socialista, per facilitare il consolidamento e lo
sviluppo del regime socialista.

2. IL CORSO PRINCIPALE E LE SVOLTE.
Le larghe masse di operai, contadini e soldati, di intellettuali
rivoluzionari e di quadri rivoluzionari sono la forza principale
di questa grande rivoluzione culturale. Un gran numero di giovani
rivoluzionari, prima sconosciuti sono divenuti dei coraggiosi
pionieri. Essi hanno dato prova di vigore e di saggezza. Con i
giornali murali a grossi caratteri e grandi dibattiti, attraverso
una larga e libera espressione di opinioni, una denuncia completa
e una critica a fondo, essi hanno lanciato una risoluta offensiva
contro i rappresentanti della borghesia scoperti o mascherati. E'
inevitabile che in un movimento rivoluzionario di una tale
portata, si siano avute qua e l delle insufficienze, tuttavia il
loro orientamento rivoluzionario generale  sempre stato giusto.
Questo  il corso principale della grande rivoluzione culturale
proletaria. E' in questa direzione che continua a procedere la
grande rivoluzione culturale proletaria.
Dato che la rivoluzione culturale  una rivoluzione, e inevitabile
che incontri delle resistenze. [...].
Poich le resistenze sono abbastanza forti la lotta potr avere
flussi e riflussi e persino ripetuti riflussi. Questi riflussi non
saranno per niente nocivi. Essi permetteranno al proletariato e
alle altre masse lavoratrici, particolarmente ai giovani, di
temprarsi e di trarne lezioni e esperienze e li aiuteranno a
comprendere che la vita rivoluzionaria  tortuosa e non senza
ostacoli.

4. CHE LE MASSE SI EDUCHINO NEL MOVIMENTO.
Nella grande rivoluzione culturale proletaria, le masse possono
liberarsi soltanto da se stesse e non si pu agire in nessun modo
al loro posto.
Occorre avere fiducia nelle masse, appoggiarsi su di esse e
rispettare il loro spirito d'iniziativa. Non bisogna aver paura di
disordini. Il presidente Mao ci ha sempre insegnato che una
rivoluzione non pu compiersi con eleganza, delicatezza, dolcezza,
amabilit, cortesia, ritegno. Che le masse si educhino in questo
grande movimento rivoluzionario e distinguano ci che  giusto da
ci che  sbagliato, tra il modo di agire corretto e scorretto.
Occorre utilizzare in pieno il metodo dei giornali murali a grossi
caratteri e dei grandi dibattiti, esporre largamente e francamente
le opinioni, perch le masse possano esprimere loro punti di vista
giusti, criticare quelli sbagliati e denunciare tutti gli
individui nocivi. Le larghe masse popolari potranno cos, nella
lotta, elevare la loro coscienza politica, accrescere la loro
capacit e i loro talenti, distinguere quello che  giusto da
quello che non lo , fare distinzione tra noi e il nemico.

6. RISOLVERE CORRETTAMENTE LE CONTRADDIZIONI IN SENO AL POPOLO.
Occorre fare una netta distinzione fra due tipi di contraddizioni
di diversa natura: le contraddizioni in seno al popolo e quelle
fra i nemici e noi. Le contraddizioni in seno al popolo non
debbono essere trattate nello stesso modo di quelle fra i nemici e
noi, cos come le contraddizioni tra i nemici e noi non debbono
essere considerate come contraddizioni in seno al popolo.
E' normale che tra le masse popolari vi siano opinioni differenti.
Il confronto delle differenti opinioni  inevitabile, necessario e
utile. In un normale dibattito, condotto a fondo, le masse
popolari sapranno affermare ci che  giusto e correggere ci che
 sbagliato e raggiungeranno gradualmente l'unanimit.

9. I GRUPPI, I COMITATI E I CONGRESSI DELLA RIVOLUZIONE CULTURALE.
Molte cose nuove sono cominciate ad apparire nel movimento della
grande rivoluzione culturale proletaria. I gruppi e i comitati
della rivoluzione culturale come altre forme di organizzazione,
creati dalle masse in numerose scuole e organismi sono fenomeni
nuovi che hanno una grande importanza storica.
I gruppi, i comitati e i congressi della rivoluzione culturale
sono le migliori forme nuove di organizzazione nelle quali le
masse si educano da se stesse sotto la direzione del partito
comunista. Essi costituiscono un eccellente ponte che permette al
nostro partito di mantenere stretti contatti con le masse. Sono
organi di potere della rivoluzione culturale proletaria.
La lotta condotta dal proletariato contro il pensiero, la cultura,
i costumi e le abitudini del passato tramandati per millenni da
tutte le classi sfruttatrici si svolger necessariamente per un
periodo estremamente lungo. Di conseguenza i gruppi, comitati e
congressi della rivoluzione culturale non debbono essere
organizzazioni temporanee, ma organizzazioni di massa permanenti
chiamate a funzionare per lungo tempo. Ci  valido non soltanto
per gli istituti di insegnamento e gli organismi di stato, ma
anche fondamentalmente per le fabbriche, miniere e imprese, per i
quartieri di citt e i villaggi.
E' necessario applicare un sistema di elezione generale simile a
quello della Comune di Parigi per eleggere i membri dei gruppi e
dei comitati della rivoluzione culturale e i rappresentanti ai
congressi della rivoluzione culturale. Le liste dei candidati
debbono essere proposte dalle masse rivoluzionarie dopo ampie
consultazioni e le elezioni avranno luogo dopo che le masse
avranno ripetutamente discusso queste liste.
Le masse hanno, in ogni momento, il diritto di criticare i membri
dei gruppi e dei comitati della rivoluzione culturale. Se questi
membri e rappresentanti si rivelano incompetenti possono essere
sostituiti con le elezioni o revocati dalle masse dopo
discussioni.
I gruppi, i comitati e il congresso della rivoluzione culturale
negli istituti di insegnamento debbono essere composti
essenzialmente da rappresentanti degli studenti rivoluzionari.
Nello stesso tempo essi debbono comprendere un certo numero di
rappresentanti degli insegnanti e dei lavoratori rivoluzionari.

10. RIFORMA DELL'INSEGNAMENTO.
Un compito di un'importanza estrema della grande rivoluzione
culturale proletaria in corso  di riformare il vecchio sistema di
educazione come pure i vecchi indirizzi e metodi d'insegnamento.
Il fenomeno degli intellettuali borghesi che dominano le nostre
scuole deve completamente finire durante questa grande rivoluzione
culturale.
Occorre che in tutte le scuole si applichi a fondo la politica
formulata dal compagno Mao Tse-tung secondo la quale l'educazione
deve essere al servizio della politica del proletariato e
combinarsi con il lavoro produttivo, perch tutti coloro che
ricevono l'educazione possano svilupparsi moralmente,
intellettualmente e fisicamente per divenire dei lavoratori colti,
dotati di una coscienza socialista.
